venerdì 30 novembre 2007

L'Italiano nella prima classe o primo livello

Senza una scelta di obiettivi e contenuti la programmazione dei corsi resterebbe vuota ed inconcludente,avulsa dalla realtà plurilingue e pluriculturale che circonda il mondo delle alunne e degli alunni di origine straniera ,con i coetanei, con i parenti ,con la comunità d'origine.
L'azione educativa,conformemente a quanto può richiedere la diversità e complessità delle situazioni socio-culturali dei bambini d' origine straniera deve essere sviluppata e coordinata attraverso i n o m e n t i fondamentali di una programmazione continua che,superando l'episodico e l'occasionale,garantisca unitarietà ed efficacia all' intervento didattico dell' insegnante. La programmazione ,in quanto progetto ordinato dell'attività didattica, si rivolge all' insegnamento/apprendimento,al comportamento di chi insegna e di chi apprende.
A titolo indicativo si presenta, prendendo spunto dalle diverse esperienze condotte con gli insegnanti dei corsi linguistici, un programma -tipo ,adottato in una prima classe di italiano o,come avviene in altre situazioni, in un gruppo di alunni di p r i m o livello.
L' ITALIANO IN PRIMA CLASSE
Nella Premessa vengono indicate le tre attività da svolgere principalmente :
a - p r i o r i t à del p a r l a t o , del momento di comunicazione e di espressione , in continuità con la vita e le relazioni familiari
b - p r i o r i t à della competenza orale / sviluppo della competenza orale )
c - attivazione dei requisiti per l' ascolto ( educazione all' ascolto ), e creazione nell'alunno della motivazione all'ascolto della lingua italiana..
Indicazioni m e t o d o l o g i c h e
A - * Sviluppo del linguaggio verbale non solo rivolto al piano comunicativo ed espressivo (conversazioni,dialoghi, racconti in situazione,, ma anche all'uso di altre forme di linguaggio ,come quello iconico,musicale,corporeo,gestuale,mimico.
Attivazione nel processo comunicativo di t r e fondamentali funzioni linguistiche :
- funzione strumentale ,per soddisfare i bisogni comunicativi legati alla vita dell'ambiente,della famiglia,della scuola,...
- funzione conativa-regolatrice per controllare il comportamento ,le relazioni con l'ambiente,con i compagni,..
- funzione interattiva, per poter saper interagire con i coetanei,con gli adulti,..
Importante è anche lo sviluppo della lingua italiana come sistema fonologico : attenzione dunque alla pronuncia ,al riconoscimento dei fonemi,all'articolazione dei suoni,alle pause ed ai ritmi.
B- ** Sviluppo della capacità da parte dell'alunno di esprimersi oralmente,di comunicare su argomenti che gli sono noti e che trova interessanti, di parlare con l'insegnante,con i compagni..
in lingua italiana. L'insegnante deve saper stimolare l'alunno a cogliere e ripetere con parole proprie il contenuto di ciò che ha sentito dire, o ciò che ha esperito in famiglia e nell'ambiente , a sapersi inserire opportunamente nelle situazioni comunicative emergenti nella vita relazionale, a saper descrivere le diverse fasi di attività , delle proprie esperienze,..
MOMENTI DI VERBALIZZAZIONE
Per l' attività di verbalizzazione si fa ricorso alla serie di schede già citate, predisposte per un'attività linguistica da svolgere solo verbalmente con gli alunni che seguono i corsi di lingua italiana. La prima parte dell schede ( da a fino a q) indirizzano l'alunno a considerare le forme e le relative parole di alcune realtà ambientali,All'alunno viene richiesto un completamento della situazione proposta con il disegno e i colori,in modo da avere una tipologia di parole raggruppate secondo le iniziali ( sono gli esercizi di lettura con " un bastimento carico di.." ).
La seconda parte delle schede /n.1 - 16) si rivolge a sviluppare sempre momenti di verbalizzazione per l'ulteriore sviluppo linguistico,rispettando i criteri di semplicità,spontaneità e gradualità.Si tratta di riconoscere i nomi (sempre con il relativo articolo,di aggiungere vocali/sillabe mancanti,di riconoscere parole senza avere le figure relative all'oggetto proposto,di pronunciare correttamente ,sin dalla prima conoscenza, le parole non note.
Quanto proposto si configura come un insieme di esercizi verbali " a tempo ", nel senso che devono essere proposti agli alunni dall' insegnante .Ad esso spetta di porre attenzione a diversi momenti :
momento di attività linguistica programmata
- momento di attenzione collettiva ( gruppo)
- momento di collegamento con le precedenti attività linguistiche della giornata o dell' unità didattica iniziata con gli alunni
- momento di concentrazione per l'alunno e per il gruppo ( in genere al massimo ddodici minuti per scheda), al fine di meglio incidere nel processo di apprendimento linguistico.
Naturalmente sopo questi esercizi verbali, l'insegnante dei corsi linguistici può passare a svolgere attività su altre tematiche, come propone il citato Rahmenlehrplan di Zurigo o il piano programmato dai docenti dei HSK..viga
Per approfondimenti :
Gazerro V. Primo incontro con la lingua italiana.Orientamenti didattici per il docente HSK, D.D.
Zurigo 2, Zurigo 9, Dicembre 2000
Gazerro V. Insegnamento dell' italiano come L/1 . Progetto azione per gli HSK. nel Cantone Zurigo,Zurigo 2,19.,Marzo 2001
Gazerro V. Situazione linguistica degli alunni dei HSK. di seconda classe, DD. Zurigo 2,Luglio 2001 - 2004.
Gazerro V. Italiano e intercultura, in: http://www.csa.fi.it/ -area intercultura

Verbalizzazione nella lingua italiana

In precedenza abbiamo fatto riferimento all' importanza del p r i m o approccio alla lingua italiana da parte di alunni d' origine straniera ed abbiamo privilegiato il momento della comunicazione, del parlato in classe,con la presenza di apposite schede predisposte dal docente.
Nello specifico - http://www.laprimavoltaatupertuconlitaliano.com/ -abbiamo constatato che le attività di produzione orale nei corsi di lingua d'origine - o di lingua italiana per altri contesti- intendono sviluppare nell'alunno ,le seguenti principali funzioni :
- funzione comunicativa
- funzione espressiva
- funzione riflessiva
Nell'ambito della lingua parlata l'attenzione dell 'insegnante va rivolta allo sviluppo delle tre principali funzioni nel contesto di questo iniziale approccio,anche per motivare in modo concreto le attività verbali degli alunni :
- i momenti di apprendimento, in ordine alla situazione o all'ambiente esterno o alla classe
- le attività di verbalizzazione con i materiali preparati per gli alunni dei corsi ( le citate Schede Sm.1- Sm.2.-Sm.3 ) dai docenti
- le esperienze di socializzazione che scaturiscono tra il gruppo di alunni del corso e l' insegnante.
In questo training verbale il primo fattore che influisce sull'azione verbale è la motivazione ,come abbiamo indicato nel riferimento prima citato. Il secondo fattore è costituito dalla tipicità della situazione linguistica ( un evento, una figura, una frase,... che veicolano una " situazione ", una particolare conoscenza ),situazione che esiste nel momento in cui si realizza l'azione verbale. Quest' ultima si sviluppa in modo graduale,dal semplice e spontaneo al complesso ed articolato comportamento linguistico. Può anche accadere che nelle attività linguistiche le attività verbali più complesse si possono ridurre a semplici risposte o a stimoli verbali e non verbali.
Nel suo comportamento linguistico, a cui abbiamo sempre fatto riferimento, il docente dei corsi linguistici deve saper programmare e dosare le varie componenti di " quella " situazione che emerge in un contesto comunicativo ( si ricordano ,per esempio,le modalità, le attività proposte,il campo d'azione, l'atmosfera, gli stimoli generali e/o supplementari, l' intuizione e lo stato d'animo ,...).
In concreto è opportuno che nel contesto classe di italiano / gruppo linguistico, il docente ponga attenzione al suo m o d o di comunicare con gli alunni, al suo modo di esprimersi e di presentare la lezione con i contenuti ed i tempi ad essa connessi.
Non va dimenticato, come spesso accade per eccessi di spontaneismo e/o di improvvisazione, che l' insegnante è sempre e comunque per i suoi allievi un m o d e l l o linguistico che si deve caratterizzare per chiarezza,semplicità,concretezza,precisione. Tutto ciò, tra l'altro, è quanto richiedono i genitori degli alunni che oggi,più di ieri,seguono i progressi linguistici dei loro figli . In tal modo si permette all'alunno di " vedere le forme della lingua " e di fissare nella mente un modello chiaro e concreto.
Nella distinzione tra parlare e scrivere, questa operazione di fissaggio del modello parlato è di grande importanza per lo sviluppo della comunicazione e della socialità dell'alunno. Priorità e prevalenza alla lingua parlata, come indicano le Programmazioni dei docenti dei corsi o lo stesso citato Rahmenlehrplan degli HSK di Zurigo.
Siamo convinti che la lingua parlata - più immediata,più ricca di possibilità, più flessibile - è la forma fondamentale della comunicazione linguistica presente in tutte le più svariate situazioni della vita quotidiana e, cosa ancora più importante, sin dalla più tenera età.
Pertanto la lingua parlata è la forma di comunicazione che più di tutte le altre influisce su di noi e quindi sul nostro carattere, sulla nostra sensibilità,sulla nostra mente.E' una riserva indispensabile per sviluppare le idee e stimolare la fantasia.Pensiamo a questo punto che i docenti dei corsi linguistici debbano essere convinti dei valori e dei compiti educativi ad essi affidati dalle famiglie degli alunni,dalla scuola e dalla società.viga
Per approfondimenti :
Gazerro, V. Primo incontro con la lingua italiana,Materiali didattici,D.D. Zurigo 2. 199-2004
Gazerro, V. Il processo di verbalizzazione nell'italiano 26 schede D.D. Zurigo2,1999-2004
Gazerro. V. La comunicazione verbale nei corsi-32 schede-D.D. Zurigo 2. 1999-2004
Rahmenlehrplan per i corsi di lingua d'origine,HSK.-Bildungsdirektion des Kantons Zùrich,Interkulturelle Pàdagogik,Zùrich 2000.
http://www.csa.fi.it/ - area intercultura